Mai così forte il disagio giovanile: l’allarme dell’assessora Conti
Un disagio giovanile senza precedenti – “Mai come quest’anno abbiamo riscontrato un disagio giovanile così forte”. È il grido d’allarme lanciato dall’assessora regionale al Welfare, che ha scelto di portare l’attenzione pubblica su un fenomeno in preoccupante espansione. I segnali arrivano da ogni angolo del territorio: sempre più giovani si trovano in difficoltà nel vivere la quotidianità, nel costruire relazioni, nel provare empatia. Una situazione che, secondo l’assessora, non può più essere ignorata.
La fatica di vivere dei più giovani – Il quadro tracciato è quello di un’adolescenza smarrita, in cui cresce il senso di solitudine e di disorientamento. Gli adolescenti appaiono sempre più incapaci di gestire le emozioni, di esprimere i propri bisogni, e di costruire legami autentici. “Mostrano una difficoltà profonda nel vivere la vita – ha spiegato l’assessora Conti – e nel rapportarsi con gli altri”. Il malessere non è più solo individuale, ma sociale, e richiede un intervento sistemico.

Famiglie disfunzionali e minori allontanati: dati in aumento
Famiglie fragili, adolescenti in fuga – Un’altra questione urgente riguarda il numero crescente di minori allontanati dalle proprie famiglie. Le situazioni di disfunzionalità familiare sono in aumento, con contesti segnati da violenza, dipendenze, trascuratezza e difficoltà economiche. Questo non fa che aggravare il senso di instabilità nei più giovani, che spesso finiscono in comunità o percorsi di tutela privi di un vero progetto educativo. La fragilità familiare si riflette in modo diretto sul benessere psichico dei ragazzi.
Il ruolo delle istituzioni – Conti ha evidenziato la necessità di un maggiore coordinamento tra scuola, sanità, servizi sociali e territorio. Le istituzioni devono tornare a parlarsi, costruendo percorsi integrati e tempestivi per intercettare il disagio giovanile prima che si trasformi in emergenza. “Abbiamo bisogno di investimenti nella prevenzione e di figure professionali capaci di creare ascolto e fiducia nei ragazzi”, ha sottolineato. La risposta deve essere concreta, continuativa e accessibile.
L’importanza della scuola e della comunità – La scuola gioca un ruolo chiave nell’intercettare i segnali di sofferenza, ma spesso mancano strumenti e risorse. Insegnanti e dirigenti scolastici segnalano da tempo situazioni complesse, ma si trovano a operare con mezzi insufficienti. Anche le comunità locali, attraverso spazi educativi, sport, associazionismo e cultura, possono offrire alternative sane e relazioni significative. Il disagio giovanile non si cura solo con la terapia, ma con un tessuto sociale che accompagna e sostiene.
Un grido che non può restare inascoltato – L’intervento dell’assessora regionale al Welfare rappresenta un invito a non voltarsi dall’altra parte. Il disagio giovanile è una delle sfide più grandi del nostro tempo e riguarda tutti: famiglie, istituzioni, scuola e cittadini. Serve un cambio di passo, una nuova alleanza educativa che metta al centro i bisogni e le fragilità degli adolescenti. Solo così si potrà evitare che l’attuale malessere diventi una crisi generazionale irreversibile.