Subaffitti e abusi: le case popolari usate per profitto
Il fenomeno sommerso degli affitti illegali – A Bologna sta emergendo un fenomeno preoccupante legato all’uso improprio delle case popolari: sempre più alloggi di edilizia residenziale pubblica vengono subaffittati, spesso a prezzi maggiorati, oppure trasformati in veri e propri bed and breakfast. Un uso che snatura la funzione sociale di queste abitazioni, pensate per offrire un tetto dignitoso a chi si trova in difficoltà economica, e che sta generando allarme tra le istituzioni e i cittadini onesti in lista d’attesa.
Case popolari come strutture ricettive – In alcuni casi, gli alloggi pubblici vengono convertiti in b&b o in stanze in affitto temporaneo, sfruttando le piattaforme online per massimizzare i guadagni. Chi li subaffitta incassa somme consistenti, ben superiori al canone calmierato pagato all’ente gestore. Il risultato? Redditi indebitamente percepiti da chi non ne avrebbe diritto e risorse sottratte a chi ne avrebbe reale bisogno. Il problema, per quanto ancora marginale nei numeri, rischia di alimentare diseguaglianze e tensioni sociali.

Furbetti dell’edilizia popolare nel mirino di Acer
Le verifiche di Acer e le sanzioni in arrivo – Acer Bologna, l’ente che gestisce le case popolari del territorio, ha avviato una serie di controlli mirati per individuare gli abusi. In caso di accertamento, gli “inquilini furbetti” rischiano la decadenza immediata dall’assegnazione, oltre a sanzioni economiche e penali. Le verifiche si basano su segnalazioni, incroci di dati e anche controlli a sorpresa. Ma l’ente stesso ammette che i controlli non sono sempre facili da effettuare, specialmente nei casi in cui il subaffitto avvenga in modo discreto.
Una situazione che richiede controlli più incisivi – Molti amministratori locali e cittadini chiedono con forza un rafforzamento dei controlli e delle sanzioni. Non si tratta solo di recuperare gli alloggi abusivamente gestiti, ma di ristabilire un principio di equità e giustizia sociale. Le case popolari non possono essere trattate come proprietà privata da chi le riceve, né diventare strumenti di speculazione. È necessario un sistema di monitoraggio continuo, in collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini.
Le conseguenze sociali degli abusi – Dietro a ogni abuso si nasconde una ferita al tessuto sociale. Chi subaffitta un alloggio pubblico sottrae un’opportunità a chi vive in condizioni di disagio reale. Questo mina la fiducia nel sistema, alimenta il senso di ingiustizia e può innescare conflitti tra residenti. Le liste d’attesa per le case popolari a Bologna sono lunghe, e ogni abuso corrisponde a una famiglia che continua ad aspettare inutilmente.
Rimettere al centro la funzione sociale dell’abitare – Le case popolari nascono per garantire il diritto all’abitare, non per generare profitti. La situazione attuale richiama l’urgenza di restituire valore e dignità a questo patrimonio pubblico. Serve una riflessione collettiva su come tutelare meglio i beni comuni, promuovere la legalità e rafforzare il controllo sociale diffuso. Solo così si potrà contrastare efficacemente il fenomeno e ridare senso alla parola “casa”.