Piano metropolitano: un modello per lo sviluppo sociale
Un passo avanti per l’economia sociale – Il Consiglio metropolitano di Bologna ha recentemente approvato il Piano metropolitano per l’economia sociale, un documento strategico che punta a rendere lo sviluppo economico del territorio più equo, sostenibile e inclusivo. Si tratta di un piano articolato in sessanta misure concrete, pensate per guidare il cambiamento attraverso azioni mirate che coinvolgano istituzioni, imprese e cittadini. L’obiettivo è ambizioso: trasformare l’economia locale in un modello di riferimento capace di rispondere alle sfide contemporanee e future.
Sessanta misure per uno sviluppo più giusto – Il Piano contiene un pacchetto di sessanta interventi che spaziano dal sostegno alle imprese sociali all’innovazione nei servizi pubblici, fino alla promozione di modelli di governance partecipata. Si parla, ad esempio, di facilitazioni per l’accesso al credito da parte delle cooperative, incentivi per le aziende che adottano pratiche di responsabilità sociale e percorsi di formazione orientati al lavoro equo e dignitoso. Tutto è finalizzato a costruire un’economia che metta al centro le persone e i territori.

Sessanta misure per un’economia più equa e sostenibile
Un nuovo paradigma per il territorio – Uno degli aspetti più innovativi del Piano è la sua natura paradigmatica: non si tratta semplicemente di un insieme di azioni, ma di un cambiamento culturale nel modo in cui si concepisce l’economia. Secondo il Consiglio metropolitano, lo sviluppo economico deve contribuire all’interesse generale, alla creazione di beni comuni e alla gestione delle transizioni ambientali, digitali e sociali. Questo significa immaginare un’economia che non mira solo al profitto, ma anche alla coesione e alla resilienza delle comunità.
Inclusione e co-progettazione – Al centro del Piano c’è la volontà di rendere l’economia più inclusiva, valorizzando le competenze e le risorse di tutti. Le misure previste promuovono la partecipazione attiva di cittadini, enti del terzo settore, imprese e istituzioni nella progettazione delle politiche pubbliche. La co-progettazione diventa così uno strumento fondamentale per rendere le decisioni più condivise, efficaci e aderenti ai bisogni reali del territorio. È un approccio che punta a superare la frammentazione e a generare valore attraverso la collaborazione.
Sostenibilità e innovazione come leve di crescita – Il Piano metropolitano riconosce la sostenibilità ambientale e l’innovazione sociale come due leve strategiche per il futuro. Le azioni proposte mirano a rafforzare le filiere locali, promuovere l’economia circolare, favorire il riuso e la rigenerazione degli spazi urbani. Viene dato ampio spazio anche alle nuove tecnologie, se orientate al benessere collettivo e alla riduzione delle disuguaglianze. L’idea è che lo sviluppo debba andare di pari passo con la cura dell’ambiente e la giustizia sociale.
Un esempio per altri territori – Con l’approvazione del Piano, Bologna si candida a diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo per le politiche di economia sociale. Il documento non è solo una risposta alle urgenze locali, ma rappresenta una visione lungimirante che potrebbe ispirare altre città e aree metropolitane. In un momento storico in cui le sfide sono sempre più complesse, costruire un’economia più equa, inclusiva e sostenibile non è più un’opzione, ma una necessità.